giovedì 18 ottobre 2018

#17 Dark and Ness: i tre corpi impiccati

L'ansia di quel momento fu una delle più profonde che Dark provò mai nella sua intera vita. Più di quando era bambino e correva insanguinato con un mostro alle calcagna e un'azione imperdonabile nella mente, addirittura più di quando all'improvviso pochi giorni prima un ragazzo lo aveva spinto nel vuoto, fuori dalla finestra del secondo piano della sua scuola.
Il piano era andato realmente alla grande. Erano andati al pub, avevano agganciato tre 3 giovani farlocchi e li avevano trascinati in luogo sperduto, dove gli unici amici erano dei pilastri di pietra giganteschi e delle auto che sfrecciavano sulle loro teste.
Dark non avrebbe mai più dimenticato quel momento, nonostante fosse stato lui ad idearlo e lo avesse immaginato un milione di volte prima di arrivare all'attimo in cui metterlo in atto.
I ragazzi intorno a lui erano ubriachi persi e sembravano ruotare nei bagordi che da soli avevano scelto di afferrare. Tutto quell'alcool in circolo era solo la base per quelle canne che aveva chiuso magistralmente e aveva fatto poi girare. La gioia e le risa erano fuori contesto, visto quello che stava per accadere.
Uno dei due ragazzi poggiò una mano sul seno alla ragazza dai capelli neri, subito dopo aver passato la bomba al terzo di essi. Dark li fissava affascinato, cercando di ricordare se mai avesse vissuto in passato esperienze simili. Stranamente erano solo i ricordi del bosco quelli che la sua mente rievocava. Ed erano ricordi ansimanti.
Sarah, alle spalle di tutti, aprì il proprio zainetto e cavò fuori un coltello da cucina lucente. Lo avevano rubato dalla casa di Jeff e ora sarebbe servito per la prima parte della loro trappola per demoni.
Jeff si morse le labbra, fissando la ragazza armata che sostava mezza ubriaca e mezza fatta alle spalle dei tre, i quali si stavano ormai lasciando andare a cose leggermente più sessuali. La ragazza dai capelli neri infatti non aveva più la maglietta e ora entrambi i suoi amici le toccavano i seni. La canna era ritornata tra le dita di Dark, il quale fece un solo brevissimo tiro.
Il piano era chiaro, chiarissimo, bloccato in regole necessarie ad evitare un troppo violento spargimento di sangue. Sarah lo sapeva, ma per un attimo l'amico tentennò nel fidarsi, sperando con tutto il cuore che non cominciasse ad ammazzarli senza una ragione specifica.
"Hello, ragazzi", sussurrò Ness, catturando l'attenzione del gruppetto, che per un attimo si voltò abbandonando l'idea di incamminarsi verso un'orgia esplicita. Ness non parlava mai in inglese, eppure aveva usato proprio la parola hello per salutarli. Si sentì strana, potente, quasi vibrante. Attribuì questa inusuale sensazione all'alcool e alla droga.
"Che cazzo fai con quel coltello?", disse uno dei tre, cominciando a ridere all'impazzata, trascinando con sé gli altri due che inizialmente erano parsi spaventati.
"Volevo fare un gioco sadico, anche se alla fine è una cazzata che mi è venuta in mente da poco", spiegò Sarah, sorridendo appunto in modo sadico. Questo, per qualche assurda ragione, rassicurò gli sconosciuti.
"Che tipo di gioco?", chiese allora la ragazza dai capelli neri, mordendosi le labbra come poco prima aveva fatto Dark.
"Vediamo chi di voi si eccita sessualmente con la paura".
I tre aggrottarono le sopracciglia, senza riuscire ad afferrare il vero significato della frase.
Dark alle loro spalle cominciò a giocherellare con il proprio zaino, in cerca del materiale necessario per lo step successivo al piano.
Sarah, coltello alla mano, si avvicinò ai tre ragazzi. Ordinò a tutti di togliersi i pantaloni e loro obbedirono ridendo. Chiese di rimuovere anche le mutande e loro obbedirono ridendo.
"Adesso vi accarezzerò le gambe, chi si eccita... perde. E chi perde non scoperà stasera".
"Cazzo, mi piace questo gioco!", esclamò uno dei tre.
Si stesero a terra dunque e, mostrando le proprie nudità, fissarono Ness passeggiargli intorno, con la lama che riluceva sotto i raggi della luna.
"Chiudete gli occhi" e tutti obbedirono.
Si avvicinò al primo e cominciò ad accarezzargli le gambe col coltello dalla parte non tagliente. Ebbe un'erezione mostruosa.
Lo stesso valse per il secondo, mentre per la ragazza fu evidente anche il suo bagnarsi.
Avevano perso tutti, ma perdete sarebbe equivalso a ben altro.
Di colpo, i tre si addormentarono, proprio quando Dark cavò dallo zainetto delle buste di plastica e dei cappi con cui impiccarli.

mercoledì 17 ottobre 2018

#16 Dark and Ness: trappola per demoni

Con il numero 5 si indica comunemente il pentacolo raffigurante il volto caprino, ma più nel dettaglio questo numero rappresenta la somma di 3+2, ovvero della trinità più la coppia del peccato originale, come se l'essere umano fosse l'errore più grande della triade religiosa.
Dark e Ness uscirono dall'interno del pub dove avevano trascorso alcune ore serali, con i propri zaini in spalla e quei giovincelli del primo anno al seguito. Erano andati lì subito dopo aver cenato con la famiglia del ragazzo e, con la scusa imbarazzante di avere un appuntamento romantico tra loro, avevano chiesto il permesso di poter andare a fare una passeggiata al chiaro di luna. I genitori di Jeff non avevano minimamente obiettato, per cui, armatisi di tutto l'occorrente che il loro piano per incontrare un demone necessitava, erano usciti e si erano recati in uno dei bar più frequentati dai ragazzi della loro età e dagli studenti della scuola e dell'università in generale.
Il luogo si era rivelato essere veramente affollato, nonostante fosse un giorno infrasettimanale. I giovani dunque avevano tirato un sospiro di sollievo e avevano iniziato a tastare il territorio guardandosi intorno e cercando di capire chi fossero le cavie ideali. Era stato in quel momento che avevano adocchiato quel gruppetto composto da due ragazzi e una ragazza. Erano quattordicenni, eppure sedevano in maniera scomposta bevendo birre e ridendo tra loro. Non avevano idea del triangolo amoroso che condividessero o dell'amore non corrisposto che li unisse, ma erano perfetti. Difatti dissero ad un cameriere di portargli altre tre pinte, prima di alzarsi e raggiungerli.
Adesso che però erano fuori dal pub, dopo aver rotto il ghiaccio e dopo aver fatto gli amiconi pieni di sballo e di roba, tutti e 5 si stavano dirigendo in un posto segreto e tranquillo, ovvero sotto i pilastri di una sopraelevata autostrada. I tre non avevano mai fatto uso di droghe, ma si fidavano dei due componenti più grandi. Peccato che all'interno degli zaini, non ci fosse quanto promesso.
Manifestazioni paranormali come i fantasmi o i demoni non sarebbero altro che le emozioni umane, provate più che intensamente.
"Come possiamo attirare un demone o farne manifestare uno?", aveva chiesto Sarah, dopo la fine delle loro due ricerche mentre ancora sedevano quasi avvinghiati fuori alla finestra del ragazzo.
"Credo che l'unico modo sia quello di mettere insieme le nozioni che abbiamo appreso dagli articoli che abbiamo letto. Parlo della numerologia del 5 e del fatto che i demoni possano essere emozioni, ma anche di autocombustione e autoannegamento mischiate alla credenza che esistano Mietitori e Paure", aveva spiegato risoluto Jeff, notando quanto fosse attenta la sua complice. Non avevano mai avuto un'intesa così salda prima di quel momento, era triste pensare che questo fosse dovuto dal rapimento della loro amica comune. Possibile che in condizioni normali non potessero essere così vicini?
"E come pensi di fare?".
"Il modo migliore sarebbe quello di beccare tre persone e farle iniziare a fidare di noi, per poi cambiare di punto in bianco la situazione e spaventarli a morte, richiamando o cercando di istigare quei due fenomeni inspiegabili. Le loro emozioni forti potrebbero attirare un demone, un mietitore o una paura... no?".
"Probabile, ma come potremmo riuscirci?".
"Fidati di me", aveva concluso Dark, alzandosi in piedi e dicendo a Sarah di seguirlo per prendere tutto l'occorrente.
In ogni caso si tratta di avvenimenti unici e inspiegabili, di cui una ragione soprannaturale deve ad ogni modo esistere, visto che non si tratta di eventi assolutamente umani
E così, dopo essersi inoltrati attraverso una piccola radura ed aver scavalcato un cancello non sorvegliato, arrivarono ai piedi dei pilastri che sorreggevano l'autostrada. Jeff e Sarah cercavano di non tradire le proprie emozioni, ma a quanto pareva i tre erano più che eccitati di trovarsi lì. Non avevano fiutato nulla nell'aria e si erano fidati di quei due, senza sospettare minimamente di una loro possibile cattiva intenzione.
Sarah era quasi per davvero ubriaca, mentre Jeff non lo era per nulla. I tre erano completamente persi e non facevano altro che ridere e parlare camminando. Facevano un baccano assurdo, ma in quel posto lì non li avrebbe sentiti nessuno o almeno si sperava che lo facesse soltanto un demone.
La ragazza dai capelli neri si strinse a Dark, chiedendogli nel particolare quali droghe avesse con sé. Gli altri due si misero a braccetto con Sarah e sotto sotto cercavano di spingerla a fare qualcosa a tre, nonostante il suo aspetto fisico ritenuto non troppo attraente. Era strano il modo in cui quelle relative matricole si comportavano. Dopo aver bevuto, avevano completamente perso ogni freno inibitore e ogni remora da timidi ragazzi giovani.
Il piano andava alla grande.
C'è chi parla di demoni e chi parla di entità superiori, ma la maggioranza delle credenze e dei culti definisce i Mietitori come umani incapaci di morire e le Paure come la giustificazione alla morte degli esseri umani comuni.
Si sedettero a terra tutti insieme. La luce della luna era abbastanza forte da rischiarare l'oscurità. Il rumore delle auto sopra le loro teste era repentino e consolatorio, riusciva ad annullare la sensazione di solitudine.
Dark aprì lo zaino e tirò fuori una bustina d'erba, i tre sconosciuti saltarono ed esultarono per la gioia. Non vedevano l'ora di fumarsela.
Il ragazzo rollò la canna e, accendendola, la fece girare e fumare a tutti i novizi. Anche Sarah fumò per la prima volta.
Le risate si accentuarono e il parlare divenne sconnesso, ma mentre Dark chiudeva un'altra bomba, Sarah cavò fuori dal proprio zaino un grosso coltello da cucina.

lunedì 15 ottobre 2018

#15 Dark and Ness: il mondo dei Mietitori e delle Paure

"Sebbene l'autocombustione sia un evento molto più comune rispetto al quasi inverificabile e poco visto autoannegamento, entrambi vengono considerati come avvenimenti quantomeno demonici. Non c'è alcuna spiegazione scientifica, razionale o accertata che giustifichi il verificarsi di tali cause di decesso. Non c'è dunque alcuna ragione che spieghi come un corpo possa cominciare a bruciare fino alla morte oppure annegare senza la presenza effettiva dell'acqua. Le religioni sono scisse da questo punto di vista, dato che alcune imputano l'avvenimento alla grazia divina, identificandolo come vero e proprio miracolo, mentre altre le etichettano come azioni del demonio, il quale ha preso possesso del peccatore consenziente e lo ha distrutto seguendo la via del fuoco o la via dell'acqua. Chi invece non ha una posizione religiosa, ma è conoscitore dell'occulto ed esperto di stregonerie e alchimia, ha una posizione protendente alla malignità, nel senso che crede che questi episodi avvengano per influenze negative dovute a spiriti maligni, demoni o poltergeist. In ogni caso si tratta di avvenimenti unici e inspiegabili, di cui una ragione soprannaturale deve ad ogni modo esistere, visto che non si tratta di eventi assolutamente umani", lesse Sarah, prima di passare il tablet a Jeff per permettergli di proseguire con il secondo articolo. Un leggero venticello si alzò e le scompigliò i capelli, lei chiuse le palpebre per evitare che qualche granello di polvere le andasse a finire negli occhi.
"Due elementi della realtà umana che hanno sempre suscitato interesse da parte di culti e credenze esoteriche sono la figura del mietitore e quella dello specchio. Mentre nel primo caso ci troviamo dinanzi alla comune identificazione della Morte, come espressione ultima della fine della vita, la quale giunge appunto a prelevare l'anima degli uomini per traghettarla nell'aldilà, nel secondo caso abbiamo una superficie riflettente che in molti credono celare una realtà opposta a quella Umana, a volte definita appunto Disumana. La Morte, o meglio il Mietitore, viene spesso associata ad una stirpe antica che popolava il pianeta Terra, prima della comparsa effettiva dell'essere umano. Si trattava di esseri superiori dall'aspetto umanoide che, essendo immortali, gestivano e amministravano i decessi di tutte le creature mortali del pianeta. La loro immortalità si basava stranamente sulla mancanza di qualsiasi Paura, le quali si sono manifestate con la venuta dell'uomo, ma che, oltre a popolare i loro animi rendendoli mortali a differenza dei Mietitori, sono andate a popolare anche il mondo oltre lo specchio, divenendo la stirpe dei Disumani, rappresentazioni umane delle Paure. C'è chi parla di demoni e chi parla di entità superiori, ma la maggioranza delle credenze e dei culti definisce i Mietitori come umani incapaci di morire e le Paure come la giustificazione alla morte degli esseri umani comuni, i quali sono mortali appunto perché possono provare paura. Il mondo dunque sarebbe stato arcanamente popolato da Mietitori privi di timori fino alla venuta dell'uomo, il quale ha cambiato la stirpe rendendola mortale e creando all'interno degli specchi il mondo Disumano, popolato dalle loro Paure. Molto spesso alcuni omicidi o morti inspiegabili vengono imputate proprio a questa tipologia di culto, il quale li giustifica con la fuoriuscita della Paura dallo specchio, che poi va a possedere ed eliminare il proprio essere umano creatore in modi scientificamente incomprensibili. Spesso questa giustificazione viene usata con i casi di autocombustione e autoannegamento", lesse dunque Dark, premendo poi il tasto per mettere in stand-by il tablet. Il vento continuò a soffiare come la cosa più naturale del mondo.
Sarah restò zitta e in ascolto anche dopo la fine dell'articolo. Stava riflettendo. Stava riflettendo sul modo in cui avrebbero potuto utilizzare queste informazioni per la loro causa. Anche Jeff si stava perdendo nei propri pensieri, ormai popolati da culti e credenze realmente anormali. Immaginazioni, emozioni, Mietitori, Paure. Tutto sembrava non avere un vero e proprio senso, eppure questa era l'unica strada per poter trovare un demone e riuscire a salvare la propria amica.
"Sia questo caso che il precedente paiono essere dovuti all'intervento o alla presenza di un demone", commentò alla fine Sarah, poggiando una mano sulla spalla dell'amico.
"Sono d'accordo, quindi non ci resta da fare altro che provare ad attirarne uno seguendo queste possibili vie".
E il vento smise di soffiare.

domenica 14 ottobre 2018

#14 Dark and Ness: le ombre e gli specchi

Quando Dark e Ness oltrepassarono di nuovo la finestra per fumare le seconde sigarette sul tetto, erano quasi le sei. Il livore del cielo era abbastanza rassicurante e il colore arancione del sole, che pian piano si avvicinava alla propria morte giornaliera, riusciva in qualche modo a calmare gli animi inquietati ed eccitati dei due ragazzi. Le sigarette erano appena state accese, quando i due si sedettero fianco a fianco sulle tegole, con le anche che si toccavano e i piedi incrociati insieme. Di solito i due ragazzi non si scambiavano questa tipologia di tenerezza e non lo avevano mai fatto neanche da bambini, ma quella situazione era così perfetta per non farlo, e poi la loro amicizia si stava rinsaldando di nuovo sia per la paura che per il desiderio di salvare la propria amica da un avvenimento così spaventoso ed inspiegabile.
La prima boccata la fecero allo stesso momento ed entrambi chiusero gli occhi nell'istante di aspirare quell'aridità dannosa. Forse a causa di Jeff, anche Sarah avrebbe iniziato a fumare costantemente. In quei giorni gli avrebbe sicuramente chiesto di insegnarle a chiudere le sigarette e magari gliene avrebbe fregato volentieri un paio, prima di cominciare a comprare il tabacco da sé.
Chissà se fuma anche le canne, pensò. Lei non aveva mai fumato l'erba prima d'ora, ma con lui avrebbe forse tentato per la prima volta.
"Diamo un'occhiata all'altro evento inspiegabile, avvenuto qui vicino?", chiese la ragazza, continuando a fumare e afferrando il tablet che aveva portato con sé sul tetto.
"Leggimi prima l'accaduto", confermò Dark, accorgendosi di quanto fosse piacevole quella situazione nonostante sin da piccoli avesse sempre preferito Beth a Sarah, anche come amicizia.
"Questo è accaduto esattamente 4 anni fa, in un piccolo sobborgo di una cittadina a nord della nostra. Un uomo è stato ritrovato morto in casa propria. In quel momento non era presente né sua moglie né la sua unica figlia. Nessuna effrazione è stata registrata nella casa e nessun altro tipo di prova riesce a spiegare l'accaduto. A quanto pare l'uomo è annegato nel proprio soggiorno, nei suoi polmoni e nel suo stomaco hanno ritrovato infatti diversi litri d'acqua. I suoi vestiti, il suo corpo e tutti i mobili della stanza sono stati rinvenuti completamente zuppi, sebbene in casa non ci fossero perdite né pozze d'acqua al suolo. Addirittura per quella stanza non ci passano nemmeno i tubi dell'acqua, quindi risulta inspiegabile come possa essere annegato e come possa essersi riempita fino al tetto l'intera stanza. L'acqua poi perché non sarebbe filtrata nelle altre camere attraverso le fessure delle porte? E poi che fine avrebbe fatto dopo la morte dell'uomo? Esistono casi di autocombustione, ma questo è il primo classificato come autoannegamento".
Dark annuì tutto il tempo, cercando di immaginare per bene ogni piccolo particolare. Un uomo in un soggiorno che annega perché la stanza si riempie d'acqua senza ragione. Dopo la sua morte, tutto il liquido svanisce e lui si ritrova a terra deceduto con i mobili zuppi dell'acqua assassina.
"Cosa è successo poi? Che ha fatto la polizia?".
"La polizia non è riuscita in alcun modo a spiegarsi l'accaduto, ma ha cominciato a tenere sott'occhio la moglie e la figlia, uniche sospettate della vicenda. A quanto pare la ragazza pareva aver cambiato completamente atteggiamento e modo d'agire dopo la morte del genitore, ma era comunque una reazione normale probabilmente dovuta al lutto. Difatti dopo alcuni giorni l'hanno ritrovata morta lungo una strada. Il problema è che non si è trattato né di omicidio né di suicidio. Lei è morta per cause naturali, l'autopsia non sa spiegarsi come possa essere deceduta di vecchiaia una ragazza di 16-17 anni. Il suo corpo si è semplicemente spento".
"Cazzo, questo è ancora più inquietante", commentò Dark, finendo la propria sigaretta e spegnendola su una tegola.
"Il bello è che alcune persone che la conoscevano hanno dichiarato ai giornali di averla vista viva alcuni mesi dopo, ma sono stati liquidati con la solita storia dei sosia", affermò Ness, finendo la propria sigaretta e sorridendo al suo amico in maniera spaventata.
"Facciamo la ricerca sul sito dell'occulto".
"Cosa scrivo?".
"Uomo annegato acqua inspiegabile ragazza morta di vecchiaia vista viva tempo dopo autoannegamento cambiamento di comportamento", dettò Jeff, cercando di riassumere tutte le migliori parole chiavi.
Sarah scrisse e premette invio. Uscirono due pagine a combaciare con la ricerca.
La prima era Autoannegamento e autocombustione, due attacchi demonici.
La seconda era Il culto e la religione delle ombre e degli specchi, il mondo dei Mietitori e delle Paure.

giovedì 11 ottobre 2018

#13 Dark and Ness: svegliarsi nell'oscurità

L'essere umano è portato, sin dalla sua venuta al mondo, a lamentarsi. Che sia uno screzio, qualcosa che non vada a genio, uno sforzo o un ostacolo da affrontare oppure ancora un semplice dissidio di varia portata, l'uomo non fa altro che lagnarsi costantemente. Noia, inerzia, abbattimento e nullafacenza fanno parte del suo essere, per cui le ostenta sempre e comunque, anche in situazioni in cui potrebbe sorvolare su tutto.
A tutto ciò si affianca la paura e con essa l'esagerazione. Il terrore di non farcela, la sensazione arcana di non riuscire e di fallire si annidano dentro il suo animo e lo divorano interamente ed internamente. L'uomo si sente inghiottito dai problemi, quando il più delle volte non sa né quali siano quelli reali né cosa significhi realmente esserne inghiottito.
Era questo che sentiva Beth, quando riaprì gli occhi dopo essere stata portata via dal mostro dagli occhi gialli, proveniente dal suo passato. Era buio intorno a lei, ma quello che percepiva era interiore, come se l'oscurità che vedeva e sentiva fosse dentro di lei e lei a sua volta non era che bloccata dentro se stessa. Beth era un serpente che mangiava il proprio corpo, divenendo un anello. Quello che la imprigionava esteriormente non era che qualcosa rinchiuso dentro di lei.
Provò a parlare, ma non aveva voce. Provò a urlare, ma non aveva dolore. Provò a fuggire, ma non c'erano sentieri sicuri. Era tutto spento, anche il suo cervello e anche quella voglia indomabile che spinge ognuno di noi a vivere.
Scrutò l'oscurità perché era l'unica cosa da poter fare, considerando che non riusciva a comprendere neanche se fosse sveglia, se fosse in piedi o se fosse distesa al suolo. Fluttuava nel buio, un buio che da bambina le era esploso dentro e l'aveva condotta nel bosco insieme ai suoi due amichetti, un buio che aveva mosso la sua mano, le cui dita stringevano quel coltello ormai perduto.
Beth sapeva che lì con lei c'era il mostro nerastro, dagli occhi gialli e dalle zampe pelose gigantesche, quello che ansimava, anzi quello che aveva sempre ansimato. Era sicura che fosse lì perché ricordava benissimo che lui era venuto a prenderla. Aveva oscurato e circondato la sua stanza e l'aveva inghiottita, divorata interamente all'interno di quelle che era le colpe e le vendette del passato. I ricordi di quello che fu annerivano ancor di più il buio intorno, ma era logico e prevedibile che fosse così.
Nonostante la paura, l'adolescente dai capelli rossi sentiva il suo cuore completamente sgombro. Nessuna emozione negativa lo stritolava o lo gelava. Era leggero il suo muscolo pulsante, spensierato e privo di alcun tipo di terrore e tentennamento. C'era una fiammella all'interno di esso, una fiammella nerastra che pareva sposarsi alla perfezione con l'ambiente circostante. Era come una radice ormai ben piantata, la quale traeva linfa vitale dal mondo in cui viveva il suo albero.
La ragazza provò a muoversi, ma nulla cambiò e nessuna sensazione di spostamento fu percepita. Era immobile o almeno non riusciva minimamente a rendersi conto dei propri movimenti.
Essere inghiottiti dalle proprie paure e dai propri demoni condanna l'essere umano all'impotenza, quella è l'unica volta in cui si può lamentare.
Quando Beth infatti capì cosa fosse successo, non si rese conto di cominciar lei stessa ad ansimare, mentre i suoi occhi divenivano gialli.
Non tutto però era perduto, neanche quel celeberrimo coltello.

venerdì 28 settembre 2018

#12 Dark and Ness: il culto dell'immaginario

Il sito web dell'occulto era una vera e propria wikipedia dell'oltremondo, se così si vuol definire ciò che concerne gli inusuali utilizzi di antichi rituali e credenze quantomeno mistiche rispetto all'ordinario. Tuttavia era anche saturo di dicerie e baggianate varie, segno indelebile che chi se ne occupava non si preoccupava minimamente di accertarsi delle fonti e delle effettive verità di determinate informazioni. Tra un articolo, un post, una foto e un link esterno, capitava su quella bacheca anche la solita stupida catena che tutti spacciavano per vera e anche, ovviamente, quelle falsissime storie horror di ragazze morte sotto la pioggia, le quali chiedono un passaggio e indicano il cimitero.
Era però un website immenso, con un archivio che contava più di 10 mila pagine consultabili, molte delle quali ricche di dettagli e teorie interessanti, oltre che credenze, religioni e avvenimenti del passato il cui fondo di occulto faceva raggelare il sangue. Il tool più importante del sito era comunque la barra di ricerca, visto che si potevano inserire parole distinte tra loro e l'algoritmo riusciva a ricondurti a culti o rituali di essi in grado di combaciare con ciò di cui eri in cerca.
Fu così che i ragazzi desiderarono procedere, dopo alcuni tentativi di lettura di articoli a caso che non avevano condotto a nulla. Scrissero 5 persone raccontare storie diventare realtà uccidere 3 decapitazioni 2 sparizioni e premettero invio senza avere troppe speranze, eppure a qualcosa approdarono.
"La simbologia del 5 con il pentacolo satanico e il rituale dei 3 morti", lesse ad alta voce Sarah, aprendo l'articolo su un'altra finestra del tablet.
"Il culto dell'immaginario, i demoni emotivi e la finzione che diventa realtà", aggiunse Jeff, leggendo il titolo del link più in basso, costringendo così la ragazza ad aprire un'ulteriore pagina.
Si stavano avvicinando a qualcosa, a qualcosa di concreto.
"Il 5 è uno dei simboli più ricorrenti in quella che è la numerologia satanica, oltre al famoso 666. Questo perché con il numero 5 si indica comunemente il pentacolo raffigurante il volto caprino, ma più nel dettaglio questo numero rappresenta la somma di 3+2, ovvero della trinità più la coppia del peccato originale, come se l'essere umano fosse l'errore più grande della triade religiosa. Essi andrebbero sommati andando a formare il numero 5, ovvero l'errore di Dio e cioè il diavolo in persona. Ecco perché nei rituali satanici, composti da 5 partecipanti, di solito si sacrificano 3 persone. In questo modo si simboleggia la vittoria del peccato nella coppia di umani contro la triade divina", continuò la ragazza, parlando chiaramente e sperando che l'amico afferrasse tutto ciò che era contenuto in quell'articolo. Su 5 youtubers che avevano raccontato storie horror, soltanto 3 erano stati ritrovati morti. La numerologia sembrava combaciare. Era stato un rituale satanico?
"Il culto dell'immaginario è una delle credenze religiose più antiche del mondo e si riallaccia all'idea che l'immaginazione sia una delle più potenti armi dell'intero universo, un'arma plasmatrice, telecinetica e soprattutto inarrestabile. Le sue prime affermazioni popolari sono registrate nell'Europa del periodo dell'Umanesimo, dove appunto nella cultura si inneggiava all'uomo e alla sua importanza e dove poi si sarebbe sfociati nell'Illuminismo e nella sua razionalità. Esistono però delle fazioni estremiste di questo culto, le quali credono che le affermazioni demoniache non siano altro che l'emotività umana pura e cruda, prodotto diretto dell'immaginazione influenzata da una sensazione negativa o positiva. Ciò significa che manifestazioni paranormali come i fantasmi o i demoni non sarebbero altro che le emozioni umane, provate più che intensamente. Esistono dei riscontri anche nella cultura giapponese, visto che in estremo oriente si crede che un fantasma sia soltanto il riverbero di una morte o una sofferenza violenta provata nel momento di morire. Il culto dell'immaginario crede dunque nell'onnipotenza dell'immaginazione, la quale sarebbe in grado di trasformare qualsiasi sogno o idea in realtà. Tuttavia essa è legata inevitabilmente alla sfera emozionale, il che spiegherebbe l'esistenza di tutti i fenomeni occulti e paranormali nel mondo".
Quando Dark smise di leggere l'articolo sul culto dell'immaginario, Ness non sapeva esattamente come commentare. Quel sito era una bomba e adesso li aveva messi entrambi su due simpatiche e raccapriccianti piste da poter seguire. La tensione e la paura erano elevatissime.
"Chiudi altre due sigarette?", domandò la ragazza.

mercoledì 26 settembre 2018

#11 Dark and Ness: il caso dei 5 youtubers

"Andiamo con calma", disse a quel punto Jeff, intimando alla sua amica di rientrare in camera dalla finestra, così da potersi sistemare meglio e cominciare ad elaborare una strategia. Aver trovato cose inspiegabili sul web nelle immediate vicinanze non significava automaticamente che avrebbero trovato un demone non ancora passato.
La ragazza annuì, finì la propria sigaretta e rientrò in stanza seguita a ruota dal ragazzo. Si appoggiarono entrambi sul letto e cominciarono insieme a dare un'occhiata alle 3 cose utili trovate.
"Quindi... ci sono due casi di morte e assassinii inspiegabili e un sito web dell'occulto molto fornito di informazioni e dettagli", commentò Dark, dando una rapida occhiata a tutte e tre le finestre aperte da Ness.
"Quello che possiamo fare", esordì la ragazza, "è leggere gli avvenimenti di ognuna delle vicende e poi cercare all'interno di questa enciclopedia demonica se ci sono dei riscontri con qualche tipo di rituale. Le cose impossibili succedono nella vita reale, ma se i modus combaciassero con qualche rito o con qualcosa di occulto e medianico, potremmo ritrovarci tra le mani una pista per raggiungere un demone o qualcuno che effettivamente sa come trovarli. Non credi?".
Jeff annuì e cominciò a leggere l'articolo sul caso irrisolto di 5 youtubers a cui erano stati imputati decine e decine di omicidi. Si trattava di un cold case risalente a più di dieci anni prima all'interno della loro città e bastava questo dettaglio per far rabbrividire i ragazzi.
"4 uomini e 1 donna aprono un canale youtube e cominciano a raccontare storie macabre dalle venature più che horror. Il problema di questi video, molti dei quali andati in diretta youtube piuttosto che essere caricati con un semplice upload, è che, dopo essere diventati virali, cominciano a trasformarsi in realtà. Ciò che viene detto e ascoltato si materializza nel mondo reale. Si tratta però di storie dell'orrore, ricche di morte e sofferenza, quindi nel mondo reale dopo i caricamenti dei video molte persone cominciano a morire e a soffrire, proprio come descritto all'interno delle storie".
"Cazzo...", bofonchiò Sarah, deglutendo vicino al proprio amico di vecchia data. "Li hanno beccati?".
"La polizia non sapeva effettivamente come potessero quei 5 youtubers riuscire a fare una cosa simile, per cui, dopo essere trascorsi alcuni giorni, è intervenuta sul posto risalendo all'indirizzo IP dei vari upload, geolocalizzando il device di trasmissione. Sul posto le autorità hanno ritrovato solo le teste mozzate di 3 di essi, senza alcuna traccia dei loro corpi, del sangue che avrebbe dovuto esserci e dei due complici assenti".
"E poi cosa è successo?", incalzò Ness, lasciandosi prendere sia dall'ansia che dalla curiosità. Era una storia spaventosa, ma troppo inusuale.
"Nulla".
"In che senso?".
"La polizia ha continuato le ricerche dei due superstiti, ma non sono mai riusciti a bloccarli. Tutti i video sono stati rimossi dalla rete e il caso è stato quasi archiviato alla fine".
I due si fissarono negli occhi, cercando di capire in che modo potesse aiutarli quell'avvenimento. Era qualcosa di anomalo e immorale, ma soprattutto inspiegabile. Tuttavia, se neanche la polizia era stata in grado di venirne a capo, come avrebbero potuto loro? E poi chi gli assicurava che si trattasse di qualcosa di demonico?
Aprirono il website dell'occulto e cominciarono a ricercare dei riscontri.
Peccato che non esistessero più i video di quei 5 youtubers sul web, perché se ne avessero visto qualcuno, avrebbero sicuramente riconosciuto uno di essi, visto che si trattava dell'uomo ustionato che da piccoli era apparso sulla loro strada.