domenica 16 giugno 2019

#1 La croce nel giardino: non dovevi fare la spia

"Mettetevi in fila Pumpkin Class, sono le 12:45. Riprenderemo la correzione delle vostre risposte alle domande del testo, quando ritornerete su dopo pranzo", spiegò la professoressa, alzandosi in piedi e aprendo la porta della classe.
"Okay, Holly", rispose il gruppo di 30 ragazzini in coro, prima di chiudere i propri quaderni, alzarsi in piedi, mettersi uno dietro l'altro e uscire dalla classe alla volta della sala mensa.
L'Alexandra Primary School era una delle scuole elementari pubbliche più affollate dell'intero quartiere di Bounds Green. Anche con la presenza di un folto staff qualificato sia dal lato amministrativo e manutentivo sia da quello educativo e di sostegno, la gestione della vita scolastica quotidiana non era molto semplice, visto che su ben 18 classi in totale, le 3 con meno studenti contavano 30 testoline... ed erano quinte elementari. Si capisce che una mole di studenti così copiosa, con età che oscillavano tra 6 e 11 anni, rendeva un po' la vita di tutti abbastanza ardua da affrontare, pure per gli studenti stessi, che si ritrovavano a sentirsi soli come piccole acciughe in un banco composto da milioni di pesci.
Eric non era molto bravo a fare nuove amicizie, ma per quanto poteva fregargliene i 4 compagni che aveva gli bastavano e avanzavano. Erano diventati amici sin dal primo anno all'Alexandra e da quel momento in poi avevano sempre fatto quasi tutto insieme, più o meno.
Il suo gruppetto era composto da Raynis, ovvero il suo migliore amico, Leopold, il capo-bulletto della squadra, Adam, il braccio destro del boss, e Zacary, il ragazzo che tutta la scuola prendeva in giro perché grasso, ma che loro avevano accettato come parte del gruppo, anche se non denigravano di sottometterlo quando era in disaccordo con Leopold. A volte Eric si chiedeva se non fossero degli amici schifosi quando lo prendevano in giro, lo picchiavano o gli organizzavano scherzi, come se fossero anche loro degli spietati bulli con il proprio amico. Il capo gli rispondeva costantemente di no, perché tra amici questo accade sempre, glielo aveva detto suo fratello. In più loro lo proteggevano dagli altri bulli della scuola e lui in cambio doveva soltanto obbedire alle regole del gruppo. Chiunque di loro sarebbe stato bullizzato se avesse infranto le regole del gruppo, se accadeva sempre più spesso con Zacary era perché lui non riusciva mai a seguire fino in fondo le linee guida. Non era colpa sua se il ciccione era stupido, era colpa del suo cervello pieno di grasso. Ed effettivamente, il ragionamento non faceva alcuna piega.
"Allora, avete capito un po' cosa è successo ieri?", dichiarò Leopold, non appena si sedette al tavolo dove era accomodata la sua intera squadra, tranne l'anello debole e strabordante di essa.
"No, cosa?", domandò Adam interessato, afferrando la propria piadina con pollo dal vassoio e addentandola con famelicità.
Eric e Raynis ascoltavano in silenzio, mentre la gigantesca sala mensa si riempiva sempre di più di studenti, professori e personale intenti a consumare il proprio pasto, in quell'ora di pausa dedita al pranzo per ogni forma di vita dell'istituto.
"Ieri portai dei palloncini a scuola e li riempii d'acqua quando la maestra d'arte ci diede il permesso di tornare in classe a prendere le nostre cose, a pochi minuti dalla fine della giornata".
"Che dovevi farci?", chiese ancora una volta Adam, sempre più eccitato da quel racconto non ancora iniziato. Essere un braccio destro non è mai così semplice come sembra, se si vuole cercare di essere perfetti e mai traditori.
"Dovevo colpire e bagnare alcune ragazze della classe in fondo al corridoio, perché durante l'intervallo di ieri mi hanno chiamato gay".
"E lo hai fatto?", intervenne a quel punto Eric, quasi intimorito dalla scelta di questo tipo di vendetta ad una infantile offesa come quella.
"Ovviamente!", tuonò Leopold, ridendo come un pazzo.
"Che peccato che non ci fossi", affermò rammaricato Adam, abbassando lo sguardo e immaginandosi la fantastica scena a cui non aveva assistito per essere tornato a casa prima del tempo. Perché sua madre non lo aveva portato dal dottore di pomeriggio?
"Però non è questo il punto", aggiunse poco dopo il boss, assaggiando una cucchiaiata di fagioli edemame.
"E qual è?".
"Zacary era presente e le ragazze lo hanno detto alla loro insegnante dopo che le ho colpite con tutti i gavettoni. Il ciccione ha confermato la storia delle due e ha fatto la spia, infatti domani mattina mia madre deve venire a parlare con la preside".
Gli occhi di tutti e tre si spalancarono di colpo, increduli del tradimento così palese e bastardo che il loro amico aveva perpetrato. Come si fa a fare la spia su una cosa del genere? Come si può pugnalare alle spalle un amico su un avvenimento di questo tipo? Si sa che la punizione sarebbe potuta essere pesante, perché Zacary non gli aveva guardato le spalle dando delle bugiarde a quelle due vipere?
"Oggi il grassone non è venuto a scuola, perché sua madre lo ha portato ad incontrare suo padre all'ospedale psichiatrico. Alle 15:15 però sarà qui fuori ad aspettarci, visto che gli ho detto che andavamo a giocare a calcio a Bowes Park", dichiarò di colpo Raynis, dando delle informazioni vitali per l'organizzazione di un piano punitivo.
"Perfetto, andremo a giocare nel parco come se non fosse successo nulla fino al calar del sole".
"E poi?".
"Non doveva fare la spia, quindi lo puniremo in modo esemplare".
"Ovvero?".
"Lo faremo cadere oltre la palizzata dove c'è il pozzo con la croce".

giovedì 13 giugno 2019

#0 La croce nel giardino: le quattro case

A nord di Londra, lungo il manto asfaltato della più che lunga Bounds Green Road, si stagliava un reticolo di case a due piani quasi del tutto uguali. Sotto la luce bianchiccia proveniente da quel cielo torbido e ricco di nuvole sbiadite, i giardini che anticipavano gli ingressi di quelle abitazioni erano freddi e umidi. Il traffico era scarso per essere un mercoledì qualunque, ma il numero di auto e di motorini da consegna non era poi troppo esiguo per le persone che circolavano sui marciapiedi o aspettavano il verde per attraversare la strada.
Alla fine di quest'arteria periferica, subito dopo i famosi parchi di Alexandra Palace e Bowes e la stazione metropolitana del quartiere di Bounds Green, una delle proprietà più invidiate dell'intero isolato capeggiava il fronte sinistro della strada principale. Si trattava di un possedimento privato unico nel suo genere, poiché era composto da un quadrato di terra di 250 metri per lato, ai cui angoli facevano capolino 4 case identiche dalla bellezza inaudita. Non erano però le ville angolari a rappresentare il motivo di tanta gelosia, bensì l'appezzamento di terra interno che i 4 proprietari avevano deciso di unire insieme e isolarlo, circondando l'intero perimetro con una palizzata di legno spessa, rinforzata con pannelli di ferro e alta ben 3 metri e mezzo.
Nonostante a nessuno fosse concesso uno scorcio o l'ingresso in tale protetto giardino ben curato, la curiosità aveva sempre pervaso le menti del vicinato, tant'è che molto spesso alcuni droni avevano sorvolato la proprietà, spiando dall'alto i segreti racchiusi in quel forte. Niente di anomalo era stato mai avvistato da questi uccelli metallici, ma un qualcosa di strano era comunque trapelato col tempo.
Quella pianura ricca di verde, oltre ai numerosi fiori e siepi che ospitava, aveva un'altra cosa realmente particolare. Giusto al centro del quadrato di terra, le telecamere volanti avevano più volte inquadrato uno stranissimo disco di metallo con un diametro di 4 metri. Sebbene si capisse benissimo il fatto che si trattasse di un semplice pozzo, magari dalla grandezza un po' anormale, era quello che vi era sopra a destare curiosità.
Una croce d'oro massiccio era infatti saldata sul cerchio ferroso arrugginito, una croce poderosa e luccicante, che con regolarità veniva pulita e lucidata dai proprietari. Non c'era un vero e proprio rimando ad elementi religiosi, visto che la figura di Gesù non era presente e la croce non ricordava affatto quella cristiana. In più ognuna delle 4 estremità finiva con un anello, un anello in cui passava un lucchetto che ancorava e sigillava l'ingresso di quel pozzo.
Quel mercoledì mattina però, i 4 catenacci non erano chiusi e qualcuno li aveva lasciati cadere nell'erba senza alcun ritegno, convinto magari che niente sarebbe entrato e niente sarebbe uscito da quel corridoio verticale.
Liron era in cucina a prepararsi un tea, fischiettando e riscaldando l'acqua con il suo bollitore rapido. La sua villa era quella all'angolo destro in basso, la cui cucina affacciava proprio all'interno del giardino, tramite delle comode porte-finestre.
Quando il coperchio del pozzo fu spalancato e dal suo interno fuoriuscì quel ragazzo insanguinato, lui non se ne rese conto, poiché intento a inzuppare per bene il proprio sacchettino nell'acqua bollente.
Sean indossava solo dei jeans e il suo torso nudo era ricoperto da graffi profondi e macchie di sangue fresco. Tra le dita stringeva una pala sporca di fango ed aveva intenzione di usarla come una mazza da baseball se fosse stato necessario. Quando venne fuori da quel buco fatto nella terra, si voltò indietro per vedere se i suoi compagni lo stessero ancora seguendo. Ramsay saltò fuori dopo pochi istanti, ma di Eric poterono vedere a malapena la testa e le mani, prima che delle urla agghiaccianti inondassero quell'inspiegabile silenzio e lo trascinassero di nuovo nel fondo.
Liron alzò gli occhi perché le grida attirarono finalmente la sua attenzione e, quando notò la presenza di quei due nei pressi dell'ingresso del pozzo, si attivò come una molla, prelevando la propria pistola silenziata dal cassetto della cucina e precipitandosi in giardino.
Sparò tre colpi a raffica, mancando due volte il bersaglio, ma colpendo Ramsay al centro della schiena  con il terzo proiettile.
Sean si voltò spaventato di scatto, dopo aver sentito quei terrificanti sibili e dopo aver visto abbattere il suo amico d'infanzia, mostrando le sue labbra cucite a quel vecchio bastardo che pericolosamente avanzava per non sbagliare i prossimi spari.
Il ragazzo lo mandò a fanculo con la mano destra, mugugnando parolacce incomprensibili attraverso quei fili neri che gli serravano la bocca.
Liron sparò ancora, ma non centrò il bersaglio, e a Sean non restò da fare altro che saltare di nuovo nel pozzo.